L’obiettivo è chiaro dai tempi di Kyoto: raggiungere l’obiettivo del 20-20-20 per arginare il surriscaldamento del pianeta riducendo i consumi degli idrocarburi.
Come richiesto dalla Direttiva Europea 2009/28/CE, anche l’Italia si sta adeguando con la presentazione di un Piano di azione che illustri linee guida ed obiettivi nazionali in termini di sviluppo delle energie rinnovabili.
Il Ministero dello Sviluppo Economico ha emesso un documento che segue due linee di sviluppo precise: da un lato identificare e valorizzare i meccanismi di incentivazione per l’installazione di impianti ad energia rinnovabile, dall’altra definire un quadro normativo comune a livello nazionale per le autorizzazioni all’installazione.
Una definizione comune a livello nazionale dei procedimenti autorizzativi per l’installazione degli impianti, si rende necessaria al fine di facilitare le concessioni delle autorizzazioni all’installazione, attività oggi complessa a causa di un panorama normativo frammentato.
Lo snellimento burocratico, unito alla definizione degli incentivi, potrebbe rendere raggiungibile nel 2020 l’obiettivo di coprire il 17% dei consumi nazionali con energia da fonti rinnovabili.
In particolare si ritiene che la produzione di elettricità potrà essere coperta per il 29% da energie rinnovabili derivanti da idroelettrico, fotovoltaico, biomasse, solare e geotermia.
Per il riscaldamento e raffrescamento la produzione da fonti alternative si dovrebbe raggiungere il 15,8%.