Manovra "Salva Italia", Bollino Verde e detrazione energetica

Le buone notizie sono due. La prima: il decreto "salva Italia" del Governo Monti ha prorogato a tutto il 2012 la detrazione del 55% per chi provvede alla riqualificazione energetica degli edifici esistenti. La seconda: dal primo gennaio è scattato l'obbligo del "bollino verde", ovvero l'attestato di certificazione energetica (ACE in sigla) per chi vuole vendere una casa o un fabbricato. La cattiva notizia è una sola, ma basta e avanza: il rischio del solito pasticcio all'italiana non è stato in alcun modo scongiurato.

Le case in cui viviamo sono un autentico colabrodo: schermature inesistenti, caldaie antiquate, infissi e serramenti inadeguati, dispersioni termiche enormi. Per un Paese come l'Italia, con un'accentuata dipendenza energetica dall'estero, una vera iattura. Secondo le stime del Ministero dello Sviluppo economico, gli edifici sono responsabili di una grossa fetta dei consumi energetici: il 33% del totale, che sale al 50% se si scorpora la sola elettricità. La conferma degli sconti governativi era tutt'altro che scontata, e anche se c'è chi storce il naso (un anno sarebbe troppo poco per pensare a interventi strutturali), il provvedimento agevolerà certo la green economy.

Anche il "bollino verde" previsto dal decreto sulle rinnovabili del marzo scorso è una novità salutare, perché senza la cosiddetta pagella energetica non si potranno più pubblicare annunci immobiliari di compravendita. Chi vorrà muoversi sul mercato dovrà prima farsi fare la certificazione da un tecnico abilitato: ed è qui che comincia il pasticcio. Perché in Italia si può avere un certificato energetico low cost senza alcun problema e nessuna garanzia di qualità. In qualche caso, possono bastare anche solo 50 euro: prezzo stracciato e nessuna scocciatura. Nemmeno quella del sopralluogo: il certificato arriverà per posta, pronto per essere allegato ad un atto di compravendita, e non sarà certo il notaio a verificarne la congruità.

Circolano cifre secondo cui il 65% della documentazione sarebbe "non rispondente". Una truffa bella e buona, insomma. "Colpa degli avventurieri, ma anche di professionisti di bassa lega, spesso neppure iscritti agli albi" attacca Pietro Ernesto De Felice, vicepresidente del Consiglio nazionale degli ingegneri. Che spiega: "Il problema sono i certificatori: servono competenze specifiche, un corso di 80 ore non può né deve bastare".

Introdotta in Italia nel 2005 con il recepimento di direttive comunitarie (si volevano ridurre i consumi energetici europei del 22% entro il 2010), la certificazione energetica è indispensabile dal 2009 per gli atti di compravendita: c?€˜è chi sostiene che accresca il valore di un immobile, ma il mercato ha altre logiche. Le Regioni possono legiferare in materia, creando i presupposti dell'attuale pasticcio. "L'energia è materia concorrente e questo spiega buona parte della confusione esistente" spiega Giuliano Dall'O', direttore di Sacert, l'ente che certifica... i certificatori. L'assenza di un modello unico accentua le differenze, tanto che nelle Regioni che non hanno legiferato né recepito le norme nazionali basta una semplice autocertificazione. In teoria, le nuove norme dovrebbero scongiurare la dichiarazione fai-da-te per la classe G, quella relativa alle case più vecchie. Ma l'assunto è tutto da dimostrare.

"E' un federalismo da accattoni, proprio mentre l'Europa è alla ricerca di un sistema unico per tutti i Paesi membri", attacca Beppe Gamba, presidente di Azzero C02, società di consulenza energetica. Non a caso, la Commissione europea ha aperto una procedura d'infrazione contro l'Italia. Chiamata a garantire che i certificatori siano "esperti e indipendenti", a cancellare la possibilità d'autocertificazione e ad estendere l'obbligo dell'attestato a tutti gli edifici esistenti, anche quelli in affitto. Come ha già fatto la Lombardia, all'avanguardia in campo nazionale con una normativa che – a differenza del resto d'Italia – prevede anche sanzioni per chi non rispetta le regole: da 1.000 a 1.500 euro.

Proprio in Lombardia, un'indagine a campione su 40 certificati energetici ne ha scovati 16 truffaldini. Ci si attendeva anche un decreto del presidente Napolitano che avrebbe dovuto fare un po' d'ordine, elencando i titoli richiesti per concedere il "bollino": non se n'è fatto nulla. Il "pasticcio verde", secondo molti, è assicurato.

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